Storia
Dalla sede italiana di una multinazionale tedesca, alla mostra itinerante più ambiziosa mai realizzata in Italia.
Le origini
Forum Colorum, dal latino «il Foro dei Colori», fu una startup innovativa fondata alla fine degli anni Settanta da Nino Tatriele, brillante e innovativo manager della filiale italiana di una multinazionale tedesca leader nel settore delle vernici e dei colori in tutte le loro applicazioni. Uffici ultramoderni a MilanoFiori, nei palazzi di vetro: un ambiente surreale, futuristico, già allora.
Era il 1986 quando entrai negli uffici di MilanoFiori. Un ambiente incredibile, surreale: era il futuro. Nino mi regalò il sogno di lavorare su avanzatissime workstation, dal primo Tesak alla fenomenale Personal Iris 4D 20 della Silicon Graphics — il computer 3D con cui era stato realizzato Roger Rabbit.
In Europa esistevano solo altre due realtà dotate di queste tecnologie: una a Londra e una a Parigi. Forum Colorum era dotata di tutto ciò che era all'avanguardia: dai classici fonts e retini della Letraset ai pennarelli Pantone in tutta la serie disponibile, il meglio dei Macintosh collegati a plotter e piani da taglio CNC per produrre innovative fustelle fondamentali per le decorazioni automobilistiche, stampanti a colori ad altissima definizione.
L'apprendistato
In quegli anni, sotto la guida diretta di Nino Tatriele, Gianluigi Ruju — allora giovanissimo, alle prime esperienze professionali — apprese da vicino i segreti e le tecnologie del mondo del colore applicato all'autocarrozzeria. Le ricette delle vernici industriali e la chimica dei pigmenti. La gestione del Pantone e i criteri di colorimetria per il settore automotive. Le tecniche di fustellatura su pellicole adesive e wrapping. L'uso degli strumenti CNC per la produzione di decorazioni industriali. La modellazione 3D sulle prime workstation Silicon Graphics e il rapporto fra rendering digitale e applicazione reale sulla carrozzeria.
Fu una formazione intensiva, rara, fuori da ogni curriculum tradizionale. Una scuola sul campo che ha lasciato un'impronta profonda nel suo percorso successivo.
Eravamo un team di giovani cresciuti e formati professionalmente ai più alti livelli. Fu un'esperienza lavorativa fenomenale di cui conservo un bellissimo ricordo, fondante per il presente progetto.
Quarant'anni dopo
Dopo quel periodo formativo, Gianluigi Ruju ha proseguito un lungo percorso professionale e artistico autonomo. Quasi quattro decenni di sperimentazione fra arte, design e architettura, costruendo nel tempo un ecosistema di progetti riconoscibili — ciascuno con la sua identità, tutti uniti da uno stesso filo: trasformare oggetti, corpi e spazi in messaggi visivi forti.
In tutti questi progetti il colore non è mai stato uno strumento neutro, ma un linguaggio per dare significato a corpi, superfici, spazi. Forum Colorum è oggi la sintesi più matura di questa traiettoria.
Da una parte: il sapere appreso a MilanoFiori sui pigmenti automotive, sui processi industriali del colore, sulle prime tecnologie 3D per le carrozzerie. Dall'altra: quarant'anni di pratica artistica autonoma che hanno insegnato come l'arte può abitare il pubblico, attraversare la città, vivere nello spazio reale.
Le auto-canvas di Forum Colorum sono il punto in cui queste due esperienze si incontrano. Non sono nostalgia: sono il risultato di un percorso lungo, in cui ogni passo ha portato a quello successivo. Quaranta anni dopo, l'apprendista è diventato l'ideatore, e ciò che aveva imparato sul colore industriale torna a vivere come colore artistico in movimento.
Il primo seme
Nel 2009 la FIAT 600 d'epoca di Marco fu decorata dall'artista Willow a Milano, in occasione del progetto Puzzle4Peace. Non fu, allora, «la prima opera del progetto»: fu la prima testimonianza inconsapevole — il primo passo verso un'idea che ancora non esisteva. Quella 600 — prima di Marco, poi di Gianluigi (Jan) — rimase poi sempre nel laboratorio di Via Selvanesco nel Parco Sud: SpazioAlieno, la casa-officina dove, insieme a Marco, nacque il progetto stesso e dove tutti quegli spunti arrivati per caso trovarono un punto di unione — una coincidenza. Da lì, negli anni, sarebbe nato Forum Colorum. Solo più tardi quella 600 è diventata l'Opera n°001. L'evento fu documentato dalla stampa nazionale (Quattroruote, La Repubblica).
Il cuore del progetto
Dietro quel primo passo c'è una storia profondamente personale. Quella FIAT 600 d'epoca bianca era l'auto di Marco Gilberti — «la Gilba» per gli amici — architetto all'Ufficio Tecnico del Piccolo Teatro di Milano e presidente della nostra associazione SpazioAlieno. Me la cedette nel 1997; portava ancora la sua targa torinese originale, TO 887484, del 1967 — Torino, la città della FIAT 600 d'epoca. E c'è una piccola magia nascosta in quei numeri: tre 8, l'infinito rimesso in piedi; un solo 7, i sette colori dell'arcobaleno; due 4, le quattro ruote, la terra. Senza saperlo, la targa di Marco portava già scritti l'infinito e i colori.
Nel 2009, quando Willow la dipinse, disegnò sul tetto il puzzle rosso di Puzzle4Peace — il progetto solidale che ancora oggi presiedo attraverso una cooperativa sociale ONLUS. Marco credette in questa visione e la sostenne davvero. Al suo fianco, fino alla fine, Michaela Karina Bellisario — giornalista e scrittrice, socia fondatrice di SpazioAlieno e sua compagna di vita. Una malattia se l'è portato via, e per un po' il progetto si è spento con lui. Oggi quella vettura è l'Opera n°001, dedicata a lui.
«Finché ci sarò io, ti sosterrò nei tuoi progetti… forse utopistici… ma comunque geniali.» — Marco Gilberti, giugno 2017
«Sai Marco, io sento che ci sei e che ancora sostieni da lassù il nostro progetto… grazie…» — Jan, gennaio 2025
Dal 2009 al 2026
L'opera del 2009 è stata la dimostrazione che il format funziona. Da allora, l'idea ha preso forma: oggi Forum Colorum si presenta come una piattaforma di adozione partecipata, capace di coinvolgere proprietari di auto storiche, artisti, sponsor e istituzioni. Il modello è descritto nelle pagine che seguono.
Il fondatore
Gianluigi Ruju (JanRuju) — fondatore e direzione artistica di Forum Colorum · creativo, art director, progettista, interior & designer · Milano, Italia
«Le mie mani. Non toccano schermi, plasmano materia. Sono segnate dalla resina, temprate dal ferro, dure come la roccia. Ti sembrano le mani di un designer?» — JanRuju
Unbalanced, artista della follia, «dalla parte giusta». Nato a Milano il 19 gennaio 1967, Capricorno, artista sostenibile. Cresce «in un’isola. Non in mezzo al mare, ma a Milano, tra il Lido e il Monte Stella: un’oasi di prati e alberi maestosi, sfuggita al cemento». La sua palestra è ruzzolare tra gli alberi, costruire fortini, divorare cartoni animati. La sua prima opera, a otto anni: un sistema fognario in miniatura di rametti raccolti in giardino. «Da lì non ho più smesso: smontare, rimontare, creare. Ero un Mac Gyver con il Meccano impazzito.»
Al Liceo Artistico arriva un po’ per caso, sulle orme della sorella, nella Milano «da bere» fatta di occupazioni e manifestazioni. «Ero riservato. Solitario. Diverso. Un tipo strano: al Liceo Artistico assaggiavo gli acquarelli.» La sua filosofia dichiarata: «cicli e ricicli della creatività applicati a idee sostenibili». Il ruolo che si è cucito addosso: creativo, art director, progettista, interior e designer.
La formazione tecnica (1987–1995). In Forum Colorum Srl (Herberts Italiana / Gruppo Hoechst) passa dal Commodore 64 alla Silicon Graphics — la workstation che allora costava 200 milioni di lire, la stessa usata per Chi ha incastrato Roger Rabbit. Creativo computer 3D e responsabile della sezione computer su Thompson Digital Image TDI Explore. Sette anni e cinque mesi che gli mettono in mano i segreti del colore industriale, della chimica dei pigmenti, del Pantone e delle prime tecnologie 3D per le carrozzerie.
Puzzle4Peace. Nel 2007 co-firma con Giuseppe Iavicoli l’installazione al Fuori Salone di Milano (Codice a Barre, zona Tortona, 20 aprile 2007). Nel 2013 avvia un’azione legale contro Bayer per il plagio in uno spot TV e nel 2016 il Tribunale di Milano riconosce all’opera la piena tutela d’autore: un precedente italiano nel diritto d’autore dell’arte contemporanea. Il progetto evolve poi in Puzzle4Planet («the largest puzzle in the world»), POP · Pieces Of Peace e P4P Lab.
Altri progetti in corso: SellOne · The Saddle-Couch e Gli Artmobilisti, format televisivo con auto d’epoca elettrificate e dipinte — sorella narrativa di Forum Colorum.
Nel 2026 rilancia Forum Colorum · The Italianness e fonda HandsBook, la prima enciclopedia partecipativa dei palmi umani (Vol. 0 è il primo passo cartaceo, in campagna Kickstarter nell’autunno 2026).
Fuori dalla sua bottega, Gian condivide la vita con Grace, una meticcia dai tratti di Siberian Husky arrivata dalla Puglia con un occhio in meno, adottata dopo la perdita di Stella «Stellastar Sasabobo» — la sua inseparabile stella, guerriera tripode che gli ha insegnato la resilienza più pura.